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Chiedevano soldi ai migranti per falsificare richieste del permesso di soggiorno, arrestati tre salentini

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Si facevano pagare 1.500 per ogni pratica relativa al permesso di soggiorno, che veniva rilasciato attraverso fittizie assunzioni. Per questo tre imprenditori salentini sono stati arrestati dai carabinieri e dalla guardia di finanza

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce e i finanzieri della Tenenza di Porto Cesareo hanno eseguito un provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, disposto dal gip del tribunale salentino, nei confronti di tre imprenditori della provincia, titolari di imprese operanti nel settore agricolo, edilizio e ristorativo, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo l'accusa i tre, partire dal 2020, avrebbero favorito la permanenza in Italia di oltre 900 extracomunitari attraverso la falsificazione di atti e documenti attestanti fittizie assunzioni. Secondo le indagini, gli imprenditori chiedevano ai migranti 1.500 euro per ogni pratica relativa al rilascio del permesso di soggiorno e poi inoltravano al Ministero dell’Interno il modello informatico attestante la presunta assunzione lavorativa dei migranti.

L’illecita attività avrebbe permesso ai tre di ottenere indebiti profitti quantificabili in oltre un milione e trecentomila euro. È stato inoltre accertato che uno degli arrestati aveva fraudolentemente richiesto ed ottenuto anche il reddito di cittadinanza, beneficiando di un contributo sociale di circa 20 mila euro.



Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2024 alle 12:50 sul giornale del 27 marzo 2024 - 14 letture






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